lunedì 18 giugno 2012

Subito passata la frontiera

Prima sosta passata la frontiera del Laos: pranzo a casa di un amico di Zac, Mr. Ken. La moglie ci ha preparato un pranzetto tipico, discretamente piccante (che mi ha lasciato la bocca anestetizzata per una mezz'oretta buona). 

seggiola con vista

la sala da pranzo-salotto

da un'altra finestra
lo spazio per i mortai, le spezie, etc.

Un treno per il Laos


Assolutamente consigliato il treno che porta a meno di un'ora in macchina dalla frontiera thailandia-laos. Il vagone di prima classe è composto da compartimenti da due letti con un piccolo lavandino interno e i sedili trasformabili in letti sono ampi e comodi. Ci si può chiudere dentro ed essere sicuri che non si verrà svegliati dal via vai notturno di chi sale e chi scende (come mi successe con il treno notturno in India, in seconda classe). Non ho dormito molto ma dipende da me, che dormo poco sui mezzi di trasporto. Unico consiglio: fa un freddo cane, portate felpe, calzettoni e provate a chiedere due coperte, insieme alla biancheria da letto. Altrimenti vi congelerete.
Alcune visioni dal treno in prossimità dell'arrivo, stamattina alle sette:

prime immagini della campagna là fuori

foschia tropicale


Prima di partire per il Laos

I nostri amici Zac e Singhji hanno sempre un asso nella manica. Tutti stanchi dopo una giornata da turisti sotto la calura, in procinto di passare una notte in treno, non eravamo proprio di umore brillante, quanto meno sfiaccati. Invece, sono riusciti a lasciarci portare via un ricordo, sicuramente il più bello, di Bangkok e di questo sono loro grata.
Avevano detto che avremmo mangiato qualcosa al volo prima di partire, li abbiamo seguiti e ci siamo ritrovati tra i vicoli della città vecchia e quindi in una casa stupenda, una specie di villetta in legno scuro, residenza di una delle chef più rinomate della città quanto a cucina vegetariana.
Praticamente un banchetto privato, non si tratta infatti di un ristorante, ma di una sala completamente in legno dal pavimento al soffitto con un tavolo in mezzo, dei materassi da massaggio thai da una parte e un amplificatore con dei tamburi dall'altra. Probabilmente succede che si fa musica lì dentro. Il salone dà su una cucina che sarebbe l'invidia di ogni chef: enorme, super attrezzata, spaziosa, pulita.
Il cibo, il migliore mai provato qui ma anche tra i migliori in assoluto che ho avuto mai il piacere di testare. Credo che questa donna sia un genio (oltre che un'ottima ballerina). Niente mi rasserena di più che mangiare cibo ben bilanciato, sapori puliti ma non "innocenti", piccante e dolce ben calibrato,così come mangiare male o anche solo approssimativamente mi lascia un filo depressa. Per quanto riguarda la cena di ieri in realtà non ho parole. Ogni piatto era letteralmente commovente. Livelli davvero superlativi. Ci siamo diretti alla stazione corroborati da tutti i punti di vista.

in caso di eccesso di cibi (buoni)...

uno degli appetizer

una delle zuppe

germogli, funghi & co. saltati con salsa di arachidi
il dessert: sticky rice with mango and banana

la nostra chef con Tommy

come sempre, finisce tutto a tarallucci e...




A un certo punto nessuno è potuto più rimanere al suo posto e sono iniziate le danze collettive. Fortunatamente non ho prove fotografiche, me le manderanno in seguito gli anici presenti. Per ora, stendiamo un velo.

Altri templi della giornata di ieri, e il Buddha reclinato

















Via dalla pazza folla

Ieri sera abbiamo lasciato Bangkok, non ne potevo più. Lo devo dire senza ritrosia: la detesto. C'è qualcosa che mi fa sentire a disagio. Saranno i vecchi bavosi occidentali che girano con le ragazzine. Saranno quei post-hippy che ciondolano a Kao San Road, loro e i loro vestiti sempre uguali da quarant'anni. Non lo so. Tant'è che si è passata una giornata da turisti, in giro per templi e Palazzo Reale, sotto un cielo plumbeo, bevendo circa 5 litri a testa di acqua minerale nell'arco della giornata, credo un record.
Erano tutti posti che avevo già visto e forse anche per quello non mi hanno colpito più di tanto, sebbene il Budda sdraiato sia sempre una visione che lascia esterrefatti, impossibile saltarne la visita, anche fosse stata l'ennesima volta.
Di foto ne ho fatte parecchie, non tutte buone, ve ne posto qualcuna presa nei giardini e cortili del Palazzo Reale:





posizioni yoga




un occidentale, forse Marco Polo

ancora un mix tra yoga e massaggio thai
un poveraccio sottoposto a massaggio thai





sabato 16 giugno 2012

Finalmente in partenza per il Laos

Domani, dopo una giornata in giro per la fornace, ops, volevo dire Bangkok, si parte con un treno notturno per il confine laotiano. Da lì con macchine e battelli si viaggerà ancora per tutta la giornata fino ad arrivare alla prima destinazione, Champassak. Sarà un po' duretta, calcolando che in genere non dormo in treni, aerei, etc.
Oggi altra giornata a Bangkok, in giro per mercati di frutta e verdura, per stradine di aggiustatutto e di elettrauto, insomma la vera Bangkok, dove non c'era neanche un turista, a vedere la vita che scorre in città. Per il caldo non è raro trovare gente sbattuta su una sedia che dorme appoggiata ai muri, cani male in arnese sbigottiti, facce inebetite e sonnecchianti.
Un paio di templi (posterò le foto uno dei prossimi giorni)) e poi finalmente un bell'acquazzone tropicale di circa mezz'ora che ha ritemprato gli animi di tutti: finalmente si è potuto respirare a pieni polmoni!
Dopo aver cenato in un ristorante vegetariano a bordo di un canale, in una simil-Venezia orientale, sono tornata a piedi in albergo, approfittando dell'aria tiepida e non torrida. Domani chissà.

In ogni caso Bangkok non fa per me, più caotica di Delhi, troppo "metropoli", e non vedo l'ora di trovare campagne e colline in Laos, via dalla folla, dai rumori, dal caos.
Appena possibile, connessione permettendo, mi ritrovate qui. sul blog.

venerdì 15 giugno 2012

Ancora da Ethos

Alle nove e mezza alcuni dei ristoranti che volevamo provare stavano chiudendo e ci siamo ritrovati ancora da Ethos, che invece era ancora in piena attività. 
Nonostante la poca fame (il caldo davvero non mette appetito), ci siamo messi a piè pari e abbiamo ordinato abbondantemente. Ero con una delle inglesi e una coppia di suoi amici che vivono a Bangkok da alcuni mesi. Ho assaggiato del buonissimo tempeh con salsa di arachidi, degli spring rolls con salsa piccante, un piattone di melanzane con tofu e funghi shitake e spilucchiato dagli altri piatti, stavolta accompagnato il tutto da birra fresca.

tempeh con salsa di arachidi
melanzane,funghi,tofu


spring rolls