mercoledì 27 giugno 2012

Lungo la Route 13


Il lungo viaggio per Phonsavan

Si riparte, qesta volta per Phonsavan e sarà un viaggio lunghissimo, su montagne e relativi incessanti tornanti, sulla famosa route 13, che porta dalla Cambogia alla Cina. Lo spettacolo del panorama intorno però ripaga della fatica. Vi posto immagini on the road e dei villaggi presso i quali abbiamo fatto qualche sosta...

Villaggio Lao Soung

foto di Nancy











altri villaggi e altri panorami lungo la route 13








martedì 26 giugno 2012

Ban Vieng Samai

Si Riparte dalla capitale e torniamo a percorrere le strade che  ci portano nei villaggi. La prossima tappa è il Ban Vieng Samai (Ban significa villaggio in lingua lao).
Il nostro resort ha una splendida terrazza sul fiume, il Nam Song, e le nostre casette di legno hanno un tocco davvero esotico, immerse nella vegetazione lussureggiante.





Dopo aver viaggiato fino all'ora di pranzo, arriviamo dunque al resort e subito dopo pranzo ci cambiamo e partiamo per un giro di rafting sul fiume. Purtroppo anche qui non ci sono testimonianze perchè non ho portato la macchina fotografica, ma i solerti compagni di viaggio ne hanno fatte una marea, spero me ne mandino alcune al più presto.
Tanto per cambiare ci ha sorpreso una pioggia torrenziale e ci siamo dovuti fermare, cogliendo l'occasione di andare a visitare l'ennesima Buddha Cave e i dintorni. Poi chi ha voluto ha continuato in canotto, io e altri quattro eravamo talmente zuppi che poco eroicamente abbiamo pensato bene di andarcene per la nostra strada, ovvero al resort.

La sera, delle ragazze del villaggio accompagnate dal loro maestro ci hanno offerto uno spettacolo di danze tipiche del territorio, il tutto accompagnato da fiumi di birra Lao, immancabile, e le ennesime delizie gastromiche.

foto di Nancy

foto di Nancy

lunedì 25 giugno 2012

Ancora un tempio, a Vientiane





Mangiare a Vientiane

Apriamo una parentesi sul cibo. Sto sperimentando cibo davvero delizioso con punte di eccellenza forse mai incontrate. Già vi avevo parlato della cena l'ultima sera a Bangkok, in quella casa privata tutta in tek scuro, dove abbiamo degustato piatti meravigliosi. Un'altra ottima esperienza è stata quella al ristorante Macphet di Vientiane. Purtroppo non ho avuto la prontezza di fotografare tutti i piatti, ma il cibo era letteralmente divino. Raffinato, dalle mille sfumature di gusto, ottimamente presentato.

Mi verrebbe da dire: se vi trovate da quelle parti non potete mancare di andarci. Ma il problema è un altro. Questo ristorante non è ne' vegetariano ne' vegan, ma - avendo io la fortuna di viaggiare con VegVoyages . il nostro boss era perennemente occupato a procurarci il miglior cibo vegan in qualunque posto ci trovassimo: dalle campagne più sperdute ai centri urbani. Senza di lui sarebbe stato davvero difficile procurarsi del cibo vegan, avremmo dovuto cibarci di riso bianco e frutta. Infatti i laotiani usano al posto del sale un estratto di pesce secco e lo mettono dappertutto, naturalmente sostituibile facilmente con la salsa di soia, ma quella è la loro tradizione.
E inoltre sono dei gran carnivori, praticamente ossessionati dalle galline in particolare. 

uno dei piatti superstiti 

l'insegna 
Del resto, a Vientiane ci sono ristoranti con cucine di svariate parti del mondo. Una sera in quattro persone abbiamo pensato male di cambiare aria e mangiare falafel e hummus, tanto per cambiare, e siamo andati in un ristorante turco segnalato dalla Lonely Planet. Sarà mia premura scrivere quanto prima alla guida chiedendo di rimuovere quel ristorante dalla lista perè la roba era letteralmente immangiabile, a meno che per gli americani non sia una questione di gusti e trovino mirabilante quella spazzatura...

Un'altra esperienza notevole dal punto di vista gastronomico è stata quella dei due breakfast presso uno degli storici locali vegetariani di Vientiane, gestito da una bella signora, amica da tanti anni di Zac, il nostro amico di VegVoyages. Ci ha allestito un buffet pazzesco di ogni tipo di delizia, dolce e salata,  e non si voleva più andare via. Tutti giù a mangiare come se non ci fosse un domani. Tremo all'idea di un confronto con la bilancia dopo tutto ciò...




Una mattina siamo andati invece al vecchio mercato, presso un altro tipico ristorantino vegetariano, molto "vintage" (sul serio, non per moda) dove abbiamo fatto colazione ancora una volta nello stile lao, con noodles in brodo, verdure pastellate, curries,tofu in varie versioni, etc.etc. Impossibile ricordare tutte le leccornie!



prezzi contenutissimi

la dea che protegge i vegetariani, spesso presente nei locali veg

Buddha Park (Vientiane)


Sempre a Vientiane, a circa una trentina di chilometri dal centro città, abbiamo fatto un salto al Buddha Park, un posto assai ameno, perfetto per una scampagnata sul prato con vista sul fiume sul retro. Un posto estremamente tranquillo e piacevole per una pausa di relax.
Il parco è noto anche con il nome di Xieng Khuan e accoglie più di 200 statue hindue e buddiste. La più bella è forse quella del Budda reclinato, lungo circa 40 metri. E' un posto particolare, diciamo così...divertente! Se volete sdraiarvi su un prato a leggere o riposare dalle fatiche "turistiche", beh, è un posto che pare fatto apposta.





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Visita al COPE (Vientiane)

Purtroppo le connessioni internet inesistenti o altilenanti non mi hanno permesso di aggiornare questo blog in tempo reale. Confido in Bangkok per poter avere una connessione decente e pubblicare altre foto e qualche chiacchera. Anche nelle città qui in Laos la connessione non è delle migliori, o molto lenta o comunque subisce continue interruzioni. Per sbrigare alcune pratiche per questioni logistiche a Bangkok è stata durissima: ho impiegato giorni per poter comunicare con delle persone laggiù via email.

Prima di tutto, tornando a parlare di Vientiane, diciamo che siamo tornati alla civiltà. L'albergo era infatti molto chicchettoso e meno rustico dei precedenti in campagna, ma non per questo privo di fascino:


Una delle cose fatte a Vientiane che più mi ha colpito e che sarà difficile da dimenticare è stata la visita al centro COPE. Il COPE si occupa di aiutare concretamente le migliaia di persone colpite ogni giorno da mine e bombe inesplose che infestano il territorio laotiano. La "guerra segreta" degli americani contro il Laos ha qualcosa di irreale, naturalmente come tutte le guerre, ma questa se possibile ancora di più. Gli americani hanno usato il Laos come discarica per eliminare le bombe a bordo di aerei che altrimenti avrebbero rischiato ad atterrare con un quantitativo tale di esplosivi a bordo. Così hanno pensato bene di scaricarle nelle campagne laotiane, sui poveri civili inermi. 

Non solo hanno provocato morte e devastazione (abbiamo visto molti crateri provocati da bombe, nei quali oggi crescono alberi, che sono diventati stagni, o che semplicemente sembrano buchi provocati da un meteorite), ma continuano a farlo ancora oggi e così sarà per parecchi anni ancora. Per quanto si cerchi di disinfestare i terreni da bombe e mine antiuomo, ancora la gente muore o perde la vista, le braccia, le gambe. Spesso si tratta di bambini, che trovano per caso questi "pezzi di ferro" mentre giocano e molti di loro fanno una brutta fine.

Il COPE, in particolare, si occupa di curare e migliorare la qualità di vita di tutte quelle persone rese disabili dallo scoppio di bombe e mine. Gente che - ad esempio - per circa 30 anni ha dovuto mangiare come i cani, avendo perso le braccia, e che ora con arti artificiali può condurre una vita quasi normale.

E' stato scioccante. Abbiamo visto anche un film di 45 minuti che raccontava tutto quello che succede durante queste disinfestazioni, i rischi che corrono i volontari, quello che è successo e continua a succedere alla gente. Molte delle case rurali hanno addirittura scale o fioriere o utensili di vario tipo costruiti con pezzi di bombe. Tanto che i bambini vedono da sempre in casa questo genere di cose e quando ne vedono una nel terreno non pensano sia pericolosa.
Siamo usciti con le lacrime agli occhi e una consapevolezza nuova, che ci sta accompagnando per tutto il resto del viaggio. Chi viene a Vientiane deve assolutamente andare al centro COPE: sarà tempo ben speso.


come si costruiscono gli arti artificiali

braccia e gambe artificiali 

le zone in rosso sono quelle più colpite dalla presenza di ordigni inesplosi
foto di Nancy

foto di Nancy

foto di Nancy

foto di Nancy